Il mondo del cinema vive in due modi distinti ma simili e, se vogliamo, paralleli. Da un lato attraverso le nuove pellicole, i film inediti che arrivano con costanza nelle sale e che stimolano la fantasia degli spettatori con storie mai raccontate prima. Dall’altro i grandi classici, quelle opere che, nonostante possano essere state viste decine e decine di volte, riescono sempre a catturare l’attenzione e a far perdere allo spettatore la cognizione di spazio e tempo.
In realtà c’è anche una terza categoria di film, che potremmo definire “unicorni” per il loro essere quasi dei miraggi: i film perduti. Quelle pellicole uscite in tempi lontanissimi, praticamente quasi agli albori del cinema, e di cui se ne sono perse le tracce. Film come, per fare un esempio concreto, “London After Midnight”, pellicola del 1927 diretta da Tod Browning e con Lon Chaney nei panni dell’Ispettore Burke. Due personalità che, in quegli anni, erano parecchio in vista nel mondo del cinema per il loro essere atipici.
Come fare dunque a far rivivere una pellicola come “London After Midnight”, della quale se ne sono perse le tracce da ormai 60 anni, a seguito dell’incendio di un deposito della Metro Goldwyn Meyer che ne conteneva l’ultima copia esistente? Il fumetto può sicuramente fare la sua parte. D’altronde se da un lato c’è la “settima arte”, il cinema, dall’altro troviamo la “nona arte”, il fumetto. Ed è subito tombola!
LONDON AFTER MIDNIGHT, L’ORRORE E IL COLD CASE DALLE TINTE GOTICHE
Gli appassionati di cinema a caccia di primizie possono quindi affidarsi a “London After Midnight” di Enrique Alcatena e Gonzalo Oyanedel, opera a fumetti degli autori sudamericani (argentino il primo, cileno il secondo) che arriva in Italia grazie a Edizioni NPE. Un volume di grande formato che offre innanzitutto un ricco apparato editoriale firmato da Roberto Barreiro, utile a conoscere la storia della pellicola e a calarsi quindi per bene nelle atmosfere del film originale.
Chiaramente il cuore pulsante dell’opera è rappresentata dalle narrazioni fumettistiche che mirano a riprodurre in formato cartaceo le sequenze impresse a loro tempo su celluloide. Un qualcosa che è stato possibile grazie al lavoro di ricerca da parte degli autori, che si sono aiutati con fonti che ne hanno resa possibile la ricostruzione.
Un classico del cinema horror a tinte gotiche che ha il giusto mix di elementi per risultare godibilissimo anche a circa un secolo di distanza dalla sua uscita originale. C’è una grande magione, c’è un assassinio e c’è il mistero su chi sia l’effettivo colpevole che si è macchiato di tale crimine. Una storia che si sviluppa nel più classico dei cold case e che, passo dopo passo, porta alla conclusione di un caso anche complicato sotto certi aspetti.