L’ecosistema fumettistico è costituito da un continuo e crescente fermento di nuove idee. Un costante girare di ingranaggi che partorisce progetti ambiziosi e che permettono a questo medium di svilupparsi in tante direzioni diverse.
Gli ultimi anni ne sono stati la prova, con tanti nuovi stili narrativi che si sono imposti all’attenzione del pubblico mainstream. Come nel caso dei Graphic Novel (qui trovare i più interessanti da recuperare a marzo), che si sono uniti a un pacchetto di mischia sempre più eterogeneo. Un gruppo di pubblicazioni che ha riscoperto in Italia, soprattutto negli ultimi anni, i manga. La dimostrazione arriva dai numeri, che li vede primeggiare nelle classifiche di vendita da ormai un bel po’ di tempo.
MANGA ISSHO, QUATTRO EDITORI EUROPEI IN UN UNICO ALBO A FUMETTI
“Panta rei” dicevano i greci, tutto scorre, cambia, in costante divenire. E perciò, per quanto “squadra che vince non si cambia”, è giusto sperimentare lasciando la comfort zone. Qualcosa che è avvenuto negli ultimi tempi a livello europeo per il mondo dei manga, con “Manga Issho”, pubblicazione che vede protagonisti quattro editori, operativi in cinque paesi, uniti da un’unica missione. L’Italia “scende in campo” con Star Comics, in un progetto corale molto ambizioso e dal grande potenziale. Andiamo dietro le quinte con Cristian Posocco, publishing manager di Star Comics.
Ciao Cristian, direi di partire subito dalle basi: Manga Issho, di cosa si tratta?
"È una collana di volumi antologici contenenti fumetti realizzati da autori europei con l'utilizzo della tecnica manga. Avrà più di 300 pagine di fumetti divisi in capitoli da 20 o 40 pagine, prevalentemente - almeno nelle fasi iniziali del progetto - storie brevi o autoconclusive, con poche serializzazioni lunghe, e senza vincoli di genere, stile o target.
L'ispirazione viene dalle "riviste contenitore" dove hanno prima origine i manga giapponesi, che però abbiamo evitato di "scopiazzare" in maniera pedissequa. Abbiamo cercato di ragionare su cosa rendesse queste riviste così importanti in Giappone e al tempo stesso su cosa non fosse replicabile in Europa e su cosa, invece, l'Europa potesse dare "in più" rispetto al modello nipponico.
Infine, Manga Issho è un progetto folle e innovativo, che guarda al di là dei singoli mercati e fa della multiculturalità, dell'inclusività e della collaborazione la sua bandiera. Come si diceva? "L'unione fa la forza"."
Come è nato questo progetto editoriale? C'è da subito stata sincronia d'intenti anche con le case editrici degli altri paesi?
"È nato su iniziativa di Planeta Cómic, l'editore spagnolo, l'unico che sino ad ora in Europa era riuscito a creare una pubblicazione antologica di manga locali di successo. L'idea di Planeta ha intercettato i sogni dell'editore franco-belga e successivamente, con un sodalizio già creato come base, ha raggiunto noi e l'editore tedesco. I primi contatti sono avvenuti nel 2022, e il primo meeting interlocutorio l'abbiamo avuto a fine gennaio 2023. A quel tempo a noi era già evidente come il linguaggio manga stesse diventando uno standard anche fra i nostri giovani artisti, così come era evidente che i global manga nel resto d'Europa erano ormai diventati una fetta importantissima del mercato fumettistico.
Era dunque solo questione di tempo: l'esperienza ci insegna che l'Italia ha spesso faticato ad accettare le innovazioni, e spesso si è mossa in ritardo rispetto agli altri principali paesi europei; ma è anche vero che spesso, quando finalmente si muove, fa le cose "all'italiana" - con consapevolezza, cura per la qualità ed esiti finali di assoluta eccellenza. Ci stavamo interrogando da un po' su quale potesse essere il progetto giusto per iniziare a investire in tal senso, e Manga Issho è stata la risposta. Anche perché una volta che abbiamo potuto conoscere i nostri “partners-in-crime”, esserci confrontarci con loro e chiarire le singole visioni di ciascuna delle parti, si è immediatamente creato un forte affiatamento e un forte desiderio di lavorare insieme per raggiungere un obiettivo comune."
Se dovessimo creare una classifica europea in termini di "consumo", come ci posizioneremmo come paese?
"Prima di iniziare questo progetto e avere più dati sugli altri mercati avrei detto senza esitazione che ci piazziamo secondi dietro la Francia; ma in questi anni, per mia fortuna, ho avuto modo di rendermi conto che, pur ognuno con le proprie peculiarità e specificità, i principali mercati europei sono meno diversi tra loro di quanto pensassi. Se quindi confermo comunque che per quantità e varietà di uscite e quantità di player presenti l'Italia si posiziona dietro la Francia, annoto anche che in altri Paesi gli investimenti possono superare quelli italiani, così come il pubblico sembra più facilmente ricettivo e, forse per la minor concorrenza, le vendite medie di un "buon titolo" possono essere anche più alte che da noi."
Una vetrina che rappresenta anche un'opportunità importante per artisti emergenti. Ce ne sono già di profili di cui possiamo parlare in vista del prossimo futuro?
Sì, eccome! Già durante la fase di scouting effettuata nei due anni di preparazione del progetto eravamo rimasti profondamente colpiti dalla quantità di talento che avevamo riscontrato in molti dei giovani aspiranti "mangaka" visionati, e ora che abbiamo avuto modo di lavorare con loro abbiamo potuto apprezzarne anche l'estrema disponibilità, dedizione, passione e doti umane. Sono certo che di molti di loro sentiremo parlare spesso negli anni a venire. Diamo tempo al tempo.