05 aprile 2025, ore 10:00

Quello dei videogiochi è un mondo fatto di tantissime sfaccettature. Ognuna delle quali porta in scena un diverso genere di riferimento, all’interno di un mosaico in costante divenire in cui vanno annoverati i diversi titoli usciti (o in uscita) nel corso del tempo. Tra questi un ruolo assolutamente rilevante – lo dicono i numeri – lo hanno i titoli sportivi. Vale a dire quelli che, a cadenza annuale, portano sugli schermi degli appassionati la trasposizione in salsa digitale dei rispettivi sport di riferimento.

Chiaramente, manco a dirlo, a farla da padrone sono le produzioni dedicate a calcio, basket e motori. In particolare parliamo rispettivamente di EA Sports FC 25, NBA 2K25 e F1 2024 (l’edizione 2025 uscirà nei prossimi mesi), che da soli sono in grado di far registrare cifre da capogiro in termini di unità vendute.

Ovviamente non sono questi gli unici sport a muovere il mercato videoludico. Soprattutto considerando che quello per il calcio è un pallino fisso nella fattispecie nel vecchio continente. Oltreoceano la situazione è molto più eterogenea, e a dimostrarlo è la pacifica coesistenza sugli scaffali (e nelle classifiche di vendita) di titoli legati al football americano (Madden NFL 25), all’hockey (EA Sports NHL 25), alle arti marziali miste (EA Sports UFC 5) o al baseball. E proprio su quest’ultimo frangente ci focalizziamo quest’oggi, considerando l’uscita nei giorni scorsi di MLB The Show 25.


MLB THE SHOW 25, TRA REGOLE DA STUDIARE E NUOVE DINAMICHE DA PADRONEGGIARE

Un franchise che, alla stregua di quelli citati precedentemente nella breve rassegna di cui sopra, porta in dote con sé trascorsi di tutto rispetto. Parliamo di una serie che affonda le sue radici nei primi anni ‘00, con il primo capitolo (MLB The Show 06, datato per l’appunto 2006) che ha dato il la a una bellissima tradizione sportivo-videoludica per gli appassionati.

Ovvio che quando si parli di baseball possa esserci, da queste parti, un po’ di confusione e soprattutto dubbi su quelle che sono le regole di questo sport. Per quanto bene o male tutti abbiano sentito parlare, almeno una volta, di “monte di lancio”, “rubare le basi” o di “home run”. In sostanza sono alcune di quelle sfumature che rendono il baseball una vera e propria partita a scacchi della durata variabile.

Ovviamente uno dei compiti di MLB The Show 25 – oltre che di intrattenere gli appassionati – è quello di istruire i nuovi adepti ai principi da rispettare nel corso di una partita. E bisogna dire che il gioco, nella sua complessità, riesce in questo compito accompagnando gli utenti in maniera degna verso la comprensione di tutte le dinamiche basilari.

A queste vanno poi ad addizionarsi tutte quelle chicche “collaterali” (per i neofiti) che rappresentano però un appetitosa aggiunta per chi di questo sport ne mastica da anni. Elementi come l’"Ambush Hitting", il sistema che consente agli utenti di giocare d’anticipo sul tipo di lancio e la posizione nell’area di strike (rischioso, certo, ma con i suoi punti a favore). O ancora il sistema di reazione in campo dei diversi atleti nelle fasi difensive, che tiene conto dei parametri dei giocatori e che permette loro di ovviare a situazioni complicate anche con il giusto grado di spettacolarità. Insomma, tante piccole chicche che donano (ulteriore) spessore a una serie che si arricchisce anno dopo anno.


MLB The Show 25, il baseball torna sugli schermi con il nuovo capitolo della storica serie
PHOTO CREDIT: MLB The Show 25, San Diego Studio, Sony


LA RICETTA DEL SUCCESSO

Quando si parla di MLB The Show 25 si parla anche dell’ultima iterazione di uno dei migliori franchise sportivi attualmente in circolazione. E ovviamente un risultato simile non lo si ottiene per caso, ma con una pianificazione attenta e meticolosa a lunga gittata.

Qualcosa che il team di San Diego Studio, responsabile da ormai un ventennio della serie, sa bene. Ecco che quindi ancora una volta si assiste a un upgrade, con migliorie non eclatanti ma che comunque donano al nuovo capitolo ulteriore spessore. E questo tanto sotto il profilo delle dinamiche di gameplay – alcuni esempi li abbiamo già fatti, oltre non ci addentriamo per non rovinare il piacere della scoperta e per non tediare con dettagli tecnici che - quanto sotto quello estetico.

Le atmosfere delle arene in cui si svolgono le partite restituiscono tutto il pathos dei match reali, trasportando gli utenti europei negli stadi della MLB grazie agli effetti sonori dagli spalti e a quelli che arrivano dal campo di gioco. Nulla è lasciato al caso, con il titolo finale che dimostra d’essere una nuova prova muscolare di prim’ordine. Un ottimo punto di ri-partenza il prossimo anno, con l’asticella delle performance che, ne siamo sicuri, sarà pronta ad alzarsi nuovamente.