Hazelight Studios va nuovamente all-in: dopo il suo premiatissimo e apprezzatissimo It Takes Two, il team di sviluppo non ha alcun timore di osare
Dire che il mondo dei videogiochi, con il passare del tempo, abbia subito una sorta di “standardizzazione” può risultare un’affermazione scomoda, ma che poggia le sue basi su un fondamento di verità. E la realtà è sotto gli occhi di tutti.
Capita ormai molto spesso che quello che i videogiocatori si trovino a provare sia un cosiddetto “more of the same”, un nuovo modo per interpretare una meccanica già collaudata. E che quindi dovrebbe garantire un discreto ritorno sul fronte degli incassi al botteghino.
Non ne si fa una colpa a nessuno, è chiaro: sono le leggi di un mercato in cui l’errore non è ammesso, considerando la quantità di milioni di dollari messi sul piatto per portare sugli scaffali ogni singola produzione. Gli incassi sono quindi fondamentali per poter continuare nel proprio lavoro.
Capita però che, tra le tante pubblicazioni – tra nuovi capitoli di franchise storici e riedizioni di classici del passato – faccia capolino qualche videogioco innovativo. Uno di quelli che non ha paura di osare. Come nel caso di “Split Fiction”, nuovo lavoro di quei geniacci di Hazelight Studios che, con il loro “It Takes Two”, nel 2021, si aggiudicarono il titolo di Game of the Year.
DUE SCRITTRICI MOLTO PARTICOLARI
Le premesse di questo nuovo titolo targato Electronic Arts sono quindi assolutamente interessanti già soltanto guardando l’etichetta. E bisogna dire che anche alla prova, pad alla mano su PS5, Split Fiction non ha mancato di regalare soddisfazioni.
Innanzitutto, come lecito aspettarsi, siamo di fronte a un videogioco che fonda tutto il suo essere sulla cooperazione tra due giocatori. Qualcosa di già sperimentato in It Takes Two, e prima ancora in “A Way Out” (2018).
Ovviamente non è la formula di base a fare la differenza nel caso del titolo di Hazelight Studios, bensì come questa sia stata adattata sartorialmente al contesto ludico a cui si applica.
Prima di addentrarci nelle dinamiche di gameplay, la premessa base da fare è quella relativa alla trama. Di cosa parla Split Fiction? In sostanza quello che i videogiocatori si trovano davanti è un mix di elementi Sci-Fi e Fantasy. Il gioco mette gli utenti nei panni di Zoe e Mio, due aspiranti scrittrici - caratterialmente l’una l’opposto dell’altra - che raccolgono la “chiamata” alle armi di una misteriosa azienda che cerca menti creative per un nebuloso progetto in grado di proiettarle fisicamente all’interno delle loro storie. L’ambizione è una forza a cui è difficile opporsi, e lo scopriranno ben presto le ragazze, che dovranno fare i conti con una situazione più che spinosa.
UN VIDEOGIOCO, TANTI UNIVERSI LUDICI DA SCOPRIRE
Evitiamo di scendere in dettagli relativi alla trama per non rovinare il piacere della scoperta. Anche perché la trama è uno dei principali catalizzatori delle idee di gameplay di cui Split Fiction è infarcito. Basti sapere solo questo quindi: abbiamo un ecosistema di racconti fantastici e fantascientifici che si alternano, con elementi ludici che sposano l’uno e l’altro genere in maniera credibile.
Perché il grande potenziale del gioco di Hazelight Studios è proprio legato alla sua natura user-friendly. Un gioco che permette davvero a tutti di confrontarsi con le difficoltà dei diversi passaggi. L’unica fonte di frustrazione può essere dettata dalla difficoltà nel superare un determinato spot di un livello, roba di poco conto considerando che il fallimento porta a un respawn dal punto immediatamente precedente al “game over”. Caricamenti rapidi e un sistema di progressione snello e gratificante portano i videogiocatori a perdersi tra le ambientazioni confezionate dal team di sviluppo.
Ogni livello porterà maggiori consapevolezze a livello narrativo per quanto concerne la storia, ma anche un maggior numero di abilità da padroneggiare. Le implementazioni di gameplay, con le diverse abilità che le protagoniste apprenderanno a mano a mano, si sposano alla perfezione con le atmosfere che si respirano nei diversi livelli. Un lavoro ad ampio raggio quello degli addetti ai lavori, che sono stati in grado di infarcire la produzione di elementi attinenti i generi più disparati dei videogiochi, dall’action al platform, passando per il racing, lo sparatutto e molto altro ancora. Una continua scoperta che è in grado di soddisfare tutte le tipologie di palato, da quelli fini di chi mastica pane e videogiochi da una vita a chi invece approccia a questo mondo per la prima volta. Magari, in quest’ultimo caso, può tornare utile un mentore in grado di indicare la via.
SPLIT FICTION SFIDERÀ GTA 6 PER IL TITOLO DI GAME OF THE YEAR?
Un grande lavoro sotto ogni punto di vista quello di Hazelight Studios con Split Fiction. Quantità e qualità in termini di giocabilità, ma anche una grande ispirazione per quanto concerne gli ambienti all’interno dei quali ci si muove.
Da quelli dal respiro fantasy a quelli fantascientifici, ogni elemento è bilanciato per offrire un’esperienza sensoriale di grande spessore. E questo tanto sul fronte degli stage che si attraverseranno quanto nella caratterizzazione delle due protagoniste.
Un gioco in grado di cambiare pelle in maniera camaleontica lungo tutta la sua durata, restando però sempre fedele a sé stesso. Magari non riuscirà a portare a casa il secondo Game of the Year di fila: è ancora presto per dirlo e in questo 2025 è atteso un certo GTA 6 sul mercato. Ma di sicuro Split Fiction è uno di quei giochi che ti entra nel cuore per restarci.