È passato quasi un mese dall’uscita di “Sulla riva del fiume”, il nuovo album di Willie Peyote che, tra gli altri, contiene anche il brano “Grazie ma no grazie”, il brano che l’artista ha portato in gara all’ultimo festival di Sanremo. Poco fa, il cantante è stato ospite su Radio Zeta ai microfoni di Collettivo Zeta dove ha raccontato i retroscena del suo ultimo progetto discografico.
“AVEVO VOGLIA DI FARE MUSICA CHE MI PIACESSE ASCOLTARE”
“Sulla riva del fiume è un disco che ho proposto a rate” ha affermato Willie Peyote cercando di spiegare questo suo nuovo progetto musicale che è nato nel tempo. “Ho fatto uscire i primi 6 pezzi ad Aprile 2024 poi ne ho aggiunto altri due ad ottobre 2024 e poi la versione definitiva che è uscita adesso che ho finalizzato durante la settimana di Sanremo”. Il cantante ha poi aggiunto che “Visto che oggi i dischi durano poco io ho voluto creare un qualcosa che durasse più nel tempo”.
Il progetto, che nel frattempo dopo quasi un mese dalla sua uscita è già diventato l'ottavo miglior debutto in streaming, è composto da 12 tracce. L’album chiude la trilogia Sabauda iniziata con “Educazione Sabauda” (2015) e proseguita con “Sindrome di Tôret" (2017). Peyote e la band hanno registrato in presa diretta e, sia come suoni che come attitudine, è stato un ritorno alle origini. “Sulla Riva del Fiume” non ha dietro un vero e proprio concept ma “Avevo voglia di fare musica che mi piacesse scrivere, suonare, registrare. È un disco più di pancia che di testa anche se ovviamente la testa non è possibile allontanarla del tutto dalla mia vita. È un disco sulla voglia di fare musica, sulla reazione uguale e contraria al disco precedente (“Pornostalgia”) che sente l’influsso del tour e della musica che ascolto continuamente, che mi stimola da sempre come Paolo Conte, Amy Winehouse e Arctic Monkeys”, racconta Willie Peyote.